Ormai è conto alla rovescia per la prima big emissione retail del Tesoro di quest’anno. Parliamo del BTP Valore 2030, di cui a giorni e si conoscerà la struttura cedolare e da cui dipenderà la convenienza economica a sottoscriverlo o meno. Diciamo che ad oggi l’attesa è tanta, che non equivale dire: “anche la convenienza” è tanta. Servono prima i numeri per poter giudicare.
Intanto fioccano molte domande tra i potenziali acquirenti: come funziona il premio fedeltà? Come, dove e quando si acquista il bond? Ancora, che succede se non investo nel BTP Valore 2030 dal 26 febbraio al 1° marzo ma dopo qualche mese? Rispondiamo a quest’ultima domanda.
Un primo elemento da considerare è che chi acquisterà dopo il periodo di emissione dovrà sostenere di tasca propria la commissione di acquisto. Questa dipende dalle condizioni economiche della banca presso cui si è aperto il conto titoli. A grandi linee possiamo dire che si tratta di una spesa tra i 10 e i 20 € per singolo eseguito.
Chi compra dal 26 al 1° marzo, salvo eventuale chiusura anticipata del collocamento, non sopporterà la spesa. Pagherà l’emittente in nome e per conto del risparmiatore. Del resto, la data di godimento è posticipata di qualche giorno rispetto all’acquisto, per cui la si potrebbe anche considerare come una sorta di “ristoro” economico.
Fatto sta, che acquistare a fine mese o tra qualche mese fa di sicuro un 10-20 € di differenza. Non è la fine del Mondo, ma non finisce neanche qui.
Già, perché il grosso discrimine, ma solo per chi intende acquistare per portare a scadenza, marzo 2030, sta nel premio fedeltà. Chi acquisterà dal 26 al 1° riceverà un BTP con un “ISIN speciale”, diverso da quello che successivamente sarà dato sempre allo stesso bond. Perché? Semplice: tra 6 anni il MEF pagherà lo 0,70% di premio lordo (0,6125% netto) sul capitale nominale sottoscritto solo a chi ha il bond con l’“ISIN speciale”. È un modo semplicissimo per riconoscere il risparmiatore della prima ora, che riceve il premio, da tutti gli altri sottoscrittori successivi, che non lo riceveranno. Morale, chi ha intenzione di acquistarlo da qui a breve termine e tenerlo fino alla fine forse farebbe bene a non perdersi il premio finale.
Tuttavia, il vero jolly per decidere se acquistare ora o dopo sta nel prezzo di mercato. In emissione esso è pari a 100, e sarà lo stesso di quello pagato a scadenza dal debitore. E nel mentre? Qui tutto dipenderà dalle dinamiche di mercato. Se i rendimenti futuri si sgonfieranno ulteriormente, molto probabilmente il BTP prezzerà sopra 100. Poi se sarà a 101 o a 102 o a 103, lo deciderà il mercato. Di contro, se i rendimenti dovessero impennarsi di nuovo allora salirebbero le probabilità di acquistarlo sotto cento. Sarebbe allora più conveniente? Impossibile dare una risposta universale, tutto dipende da caso a caso. Ossia dal prezzo effettivo di carico (99,50 o 95,50, per esempio?) e da quando si aprirebbe l’opportunità di acquistarlo sotto cento (tra 3 mesi o tra 4 anni?).
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